I mass media già puntano il dito contro la Lega,
aprendo le pagine dei giornali, il cui contenuto batte forte sulla
possibilità di Bossi di dialogare solo con Berlusconi. Resta un punto interrogativo mediatico, perchè bisogna capire
quelle informazioni da che fonte hanno origine.
Il problema, invece, diverso, riguarda appunto la dichiarazione di
Gianfranco Fini che ovviamente
vuole capire cosa sarà il partito unico, su cui Silvio Berlusconi sta
lavorando da tempo, trasformando Forza Italia in Popolo della Libertà.
Auspico, ovviamente, una riforma elettorale che si basi o su quello
americano dove ci sono solo due partiti i repubblicani e i democratici,
oppure un modello inglese. La riforma elettorale rappresenta un punto
cardine che dovrebbe dare definitivamente la svolta e penso che più veloce
siano i ritmi maggiore sarebbe la chiarezza per l'elettorato.
Nei prossimi giorni la squadra di governo e auguro al Presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi, e ai suoi Ministri e Sottosegretari, Buon
Lavoro.
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I media per
gli ignoranti
L'attacco mediatico avvenuto contro il
Papa, contro il Presidente della Repubblica e contro il Ministro Carfagna
fanno riflettere in quanto c'è la conferma di un dato: la tv è soprattutto
vista dagli ignoranti. Aveva ragione un autorevole autore di un libro
pubblicato sul linguaggio utilizzato durante la campagna elettorale del
2001 da parte di Sivlio Berlusconi rivolto ad un pubblico con un titolo di
studio non superiore alla terza media.
Quindi la società è spaccata in due: da una parte la fascia delle
casalinghe, studenti, pensionati che guardano la tv e ne assimilano i
modelli comportamentali dall'altra i professionisti soprattutto che
rappresentano il cosiddetto punto di fuga
e vanno alla ricerca di informazioni scientifiche e culturali su internet.
Una società spaccata significa che non c'è più relazione tra i diversi
strati sociali, anzi c'è una divisione soprattutto culturale.
Ma il fatto grave è che chiunque si presenta in tv fa un uso strumentale
del linguaggio, cerca di condizionare la società e lo stesso che emette il
linguaggio e tenta di costruire un modello di comunicazione è condizionato
e strumentalizzato perchè
gli informano che deve gestire il linguaggio in una determinata forma
semantica.
Gli attacchi mediatici devono avere dei substrati affinchè il
telespettatore possa essere certo di ciò che si emette.
La tv deve essere regolarizzata e i personaggi che tentano di creare
ironia devono avere il coraggio di scherzare anche con
i personaggi non italiani, allora si può dire che si produce satira
politica, economica e sociale.
ALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 2009
Il Partito Democratico di Avellino è stato sfiduciato da Ciriaco De Mita.
Questa è la definizione reale di ciò che è avvenuto in queste ultime ore.
Non si può defi nire un terremoto in quanto già era prevedibile una mossa
di questo tipo, considerando il dato oggettivo della candidatura di
Ciriaco De Mita, alle scorse elezioni politiche nella lista dell'udc. In
realtà il processo politico-amministrativo della giunta De Simone è durato
oltre le aspettative e molti elettori, probabilmente, si sono meravigliati
della durata legislativa del governo provinciale.
Era nell'aria e si è verificato quello che il centrodestra preferiva da
tempo, considerando le poche forze politiche a disposizione a livello
comunale in provincia di Avellino.
Si spegne la forza di una giunta e del suo staff, si rafforza l'asse De
Mita-Forza Italia che fino a poco tempo fa tale asse non aveva assunto un
significato politico.
A poche ore dallo sfascio della giunta De Simone si attendono ulteriori
risvolti in virtù delle prossime elezioni amministrative del 2009 e delle
prossime elezioni europee del 2009.
Ma si attendono ulteriori evoluzioni anche al Comune di Avellino e in
altri enti provinciali.
IL CASO AVELLINO PRODUCE EFFETTI ANCHE IN ALTRI COMUNI
Il caso Avellino desta attenzione da parte del Comune di Campobasso dove
ci saranno le elezioni per il 2009 e a terni dove il sindaco Raffaelli è
di centrosinistra. Il caso suscita attenzione in quanto la strategia
tattica utilizzata da De Mita prima delle elezioni politiche adesso si
tramuta in realtà anche negli enti locali.
De Mita grande pilastro della Margherita non è stato soddisfatto della
costituzione del PD e questo oggi rappresenta la conseguenza di una
variabile del modello socio-politico non solo in provincia di Avellino ma
anche altrove. In conclusione Ciriaco De Mita potrebbe rappresentare
l'esempio per ex democristiani insoddisfatti dei processi politici
avvenuti dopo la scomparsa della Dc e passare direttamente con il
centrodestra che ha avuto la massima fiducia da parte degli italiani.
Ha
ragione Silvio Berlusconi
Le
ultime dichiarazioni di Silvio Berlusconi, relative allo scioglimento
delle camere, risultano giuste. La domanda, a
tal punto, sorge d'obbligo: come riuscire ad effettuare una modifica
della legge elettorale in 2 mesi se il Parlamento
non è riuscito a fare una legge elettorale in un anno e mezzo?
La variabile tempo gioca delle responsabilità politiche in questo caso, e
questa stessa variabile raffigura il
comportamento politico dei nostri parlamentari, soprattutto quelli di
centro sinistra che velocemente hanno fatto
trascorrere il tempo e lentamente non hanno raggiunto l'obiettivo della
riforma elettorale.
Riforma importante, e nonostante tutto, prima della chiusura delle ferie
natalizie si erano aperte 3 ipotesi: modello
tedesco, modello spagnolo circoscritto alle province e modello spagnolo
circoscritto alle circoscrizioni.
A tal proposito sono da porre delle domande : come mai si parla di tanti
sistemi elettorali e non si fa alcun cenno al
modello elettorale usa che è il più stabile a livello mondiale?
Da una parte i partiti minori come Diliberto, Mastella, Giordano, Dini,
la Lega che esaltano la democrazia
rappresentativa, dall'altra i grandi partiti come il partito delle
libertà, il partito democratico ed alleanza nazionale che
non riescono nemmeno a sfiorare tale sistema, ossia non parlano del
modello americano. Perchè?
Allora ha ragione Sivlio Berlusconi, che in questo momento di confusione
politica e laddove i suoi avversari non
sono riusciti ad apportare una modifica alla legge elettorale, preferisce
ritornare alle urne. Ciò per non offrire
l'Azienda Italia a coloro i quali, vogliono paragonarsi al PD americano,
ai Clinton, ma non sono altro che ex
comunisti.
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